Fra i pianeti del sistema solare, Saturno è “famoso” per lo spettacolare sistema di anelli che lo circonda, una caratteristica visibile anche con un telescopio amatoriale. Di cosa sono fatti questi anelli? In alcune immagini possono sembrare delle strutture rigide, come degli hula-hop di vario diametro! In realtà si tratta di polveri e frammenti di roccia, distribuiti in corrispondenza dall’equatore di Saturno, a distanze variabili dalla sua superficie. Le polveri e i frammenti di roccia ruotano intorno al pianeta, proprio come una miriade di satelliti piccoli o piccolissimi e visti da lontano, nel loro insieme, assumono la forma di grandi anelli.
Ma perché, allora, tutto questo materiale non si è raggruppato a formare una o più lune? Perché è rimasto sparpagliato? Per farla breve: perché ci sono gli anelli?
Nel corso del tempo, questi depositi di materiali non hanno potuto formare dei satelliti perché Saturno glielo ha impedito! O meglio: la responsabile è l’attrazione gravitazionale del pianeta che, nella zona in cui si trovano gli anelli, contrasta le altre forze gravitazionali, quelle che si sviluppano fra i singoli frammenti di roccia e che li porterebbe a unirsi. Questo “disturbo” da parte di Saturno agisce anche al contrario: ad esempio, immaginiamo di prendere una luna già formata, e di avvicinarla al pianeta fino alla zona degli anelli. Quasi sicuramente l’influenza gravitazionale di Saturno la ridurrebbe in frantumi! Questo limite, questo confine all’interno del quale gli anelli restano anelli e le lune si frantumano, si chiama limite di Roche, dal nome del matematico francese che lo ha studiato. Ogni pianeta ha il proprio limite di Roche, anche se non è detto che all’interno di questo limite ci sia sempre qualcosa! Nel caso di Saturno c’è tutto il materiale che vediamo formare gli anelli.

Il Quaderno del Cielo curioso


